CONSULENTI — 07 marzo 2013

Con le riforme del sistema pensionistico varate in Italia negli ultimi anni e i numerosi tagli al welfare pubblico sono venuti

al pettine i nodi previdenziali:

le pensioni dei più giovani (e pertanto il loro tenore di vita futuro) dipenderanno in gran parte dai risparmi previdenziali accumulati

durante la vita lavorativa mentre molte delle prestazioni sanitarie, che fino ad ora sono state erogate gratuitamente, potrebbero divenire a pagamento rendendo necessario stipulare delle polizze sanitarie integrative. Secondo numerose simulazioni l’ammontare della pensione con il sistema contributivo ammonterà a circa il 55% dell’ultimo stipendio percepito e pertanto le scelte di investimento di oggi avranno effetti molto importanti sul reddito disponibile in età avanzata. In questo contesto la tradizionale attività di asset allocation svolta dai promotori finanziari e finalizzata alla creazione di un portafoglio efficiente, dovrà essere integrata da un’approfondita

pianificazione finanziaria per soddisfare un numero maggiore di esigenze. Affinché il tenore di vita attuale dei clienti sia garantito in il tenore di vita attuale dei clienti sia garantito in futuro, il consulente dovrà essere in grado di fornire ai risparmiatori un servizio di pianificazione patrimoniale

che, partendo dall’individuazione delle esigenze attuali e future, consenta di trovare le soluzioni più idonee attraverso la valutazione delle diverse opportunità e degli strumenti disponibili. Secondo Alessandro Gallo, consulente strategico esperto in pianificazione patrimoniale di Iama Consulting, non tutte le reti di promotori sono ancora attrezzate per fornire un servizio di consulenza patrimoniale su larga scala alla clientela.

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