Altro — 13 febbraio 2012

Alla ricerca di occasioni sui mercati Bric e oltre

A cura di Lorenzo Raffo

 

Gli aggettivi con cui si possono definire sono tanti, ma i mercati emergenti – ormai fondamentali nella gestione di un portafoglio azionario – quanto devono incidere su un investimento globale? Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato i vari studi, effettuati sulle varie asset class dalle principali case d’investimento per il 2012. La percentuale indicata varia da un minimo del 20 a un massimo del 35%. Sostanzialmente, considerando l’equity, la ripartizione consigliata è la seguente:

Paesi sviluppati 70%
Paesi emergenti 30%

 

Dentro il 30% di emergenti si verifica logicamente, a sua volta, una suddivisione, che può essere così sintetizzata:

Mercati asiatici 15%
Mercati sud americani 10%
Mercati est Europa   5%

 

Al centro e sud America va quindi destinato il 10% del portafoglio azionario, ma al suo interno si registrano a loro volta dei trend abbastanza accentuati.

In crescita Cile – Brasile – Messico
Stabili Colombia – Uruguay
In calo Panama – Perù – Argentina

 

Le case d’investimento specializzate nell’area “LatAm” sembrano abbastanza convinte sul fatto che il Brasile resti strategico, ma allo stesso tempo ritengono che non potrà più svolgere un ruolo incisivo e unico di traino sull’intero sistema del centro e sud America. Quindi la scelta deve essere meno concentrata rispetto a quanto è avvenuto negli anni passati, dove fondi ed Etf sul Brasile hanno fatto la parte del leone.

L’elemento forte – dopo un 2011 abbastanza deludente per l’intera area – è rappresentato dal fatto che i Paesi latino americani hanno debiti pubblici molto bassi rispetto al Nord America e all’Europa: l’incidenza media sul Pil globale è del 35% e fra l’altro sta lentamente scendendo. I due fattori di crescita delle economie locali sono specifici: i consumi interni e le esportazioni verso l’Asia, mentre la quota di scambio con le economie occidentali non riesce a crescere. I problemi maggiori provengono invece da sistemi politici ancora instabili e da apparati burocratici complessi, che rendono talvolta difficile il realizzare profonde riforme. E’ però vero che dal Messico all’Argentina il ruolo degli Stati nelle varie economie sta riducendosi notevolmente, al punto tale che la presenza dei privati ormai è assolutamente prevalente, al contrario di quanto avviene in Russia e Cina. Questi dati ne sono una conferma:

Paese Incidenza delle aziende private sull’indice di Borsa Incidenza delle aziende statali sull’indice di Borsa
Messico 100%    0%
Brasile   62%  38%
Russia   39%  61%
Cina   20%  80%

 

Una valutazione infine sul perché si scelga – nella gestione dei fondi – di preferire soprattutto Cile, Brasile e Messico.

Il Cile è il sistema più liberale del Sud America, ha una visione imprenditoriale molto aperta e un basso livello di corruzione, così come svolge un ruolo primario in alcuni settori estrattivi, con forti relazioni verso l’Asia. Sul mercato italiano si possono acquistare due Etf specifici, il CS Msci Chile e il Db X-Trackers Msci Chile.

Il Brasile è un sistema finanziario molto sviluppato (incide per il 50% sulle capitalizzazioni “LatAm”), con azioni a forte liquidità e un’elevata presenza di investitori internazionali. Ha un buon mercato interno dei consumi e dispone di grandi riserve energetiche. Sul mercato italiano si possono acquistare sei Etf specifici, l’Amundi Msci Brazil, il CS Msci Brazil, il Db X-Trackers Msci Brazil, l’Ishares Msci Brazil, il Lyxor Brazil e l’Rbs Msci Brazil.

Il Messico ha un’economia assai legata agli Stati Uniti, è il secondo sistema finanziario in ordine d’importanza dell’area “Lat Am” ma è ingiustamente trascurato da molti investitori. Sul mercato italiano si possono acquistare due Etf specifici, il CS Msci Mexico e il Db X-Trackers Msci Mexico. 

Come sempre segnaliamo anche le azioni di aziende di questi Paesi quotate al Nyse di New York e in alcuni casi ottimi sostituti per operare indirettamente sui mercati centro e sud americani.

 

Cile (in ordine di capitalizzazione, con codice d’identificazione)

1 SQM Chemical & Mining Co. Of Chile
2 SAN Banco Santander-Chile
3 EOC Empresa Nacional de Electricidad
4 BCH Banco de Chile
5 ENI Enersis
6 LFL Lan Airlines
7 CCU Compania Cervecerias Unidas
8 BCA CorpBanca
9 AKO-B Embotelladora Andina
10 AKO-A Embotelladora Andina
11 VCO Vina Concha y Toro
12 PVD Administradora de Fondos Pensiones Provida

 

 

Brasile (in ordine di capitalizzazione, con codice d’identificazione)

1 PBR Petroleo Brasileiro
2 PBR-A Petroleo Brasileiro
3 VALE Vale
4 ABV Companhia de Bebidas das Americas
5 ITUB Itau Unibanco Holding
6 BBD Banco Bradesco
7 VIV Telefonica Brasil
8 GGB Gerdau
9 BRFS BRF-Brasil Foods
10 SID Companhia Sidurgica Nacional
11 EBR Centrais Electricas Brasileiras
12 CPL CPFL Energia
13 CIG Cia Energetica de Minas Gerais
14 CBD Companhia Brasileira de Distribuicao
15 SBS Companhia de San. B. do Estado Sao Paulo
16 BAK Braskem
17 TSU TIM Partecipacoes
18 ELP Companhia Paranaense de Energia
19 FBR Fibria Cellulose
20 ERJ Embraer

 

 

Messico (in ordine di capitalizzazione, con codice d’identificazione)

1 FMX Fomento Econ
2 AMX America Movil
3 KOF Coca Cola – Femsa
4 TMX Telefonos de Mexico
5 TV Grupo Televisa
6 CX Cemex
7 PAC Grupo Aeroportuario del Pacifico
8 ASR Grupo Aeroportuiario del Sureste
9 SIM Grupo Simec
10 GMK Gruma
11 HXM Homex Develpoment Corp
12 ICA Empresas ICA
13 IBA Industrias Bachoco
14 OMAB Grupo Aeroportuario Centro Norte
15 SAB Grupo Casa Saba
16 MXT Maxcom Telecomunicaciones
17 RC Grupo Radio Centro
18 MXE Mexico Equity & Income Fund
19 TMM Grupo TMM
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