INTERVISTE — 29 settembre 2011

Michele Appendino

INVESTITORI: IL PRINCIPALE MOTORE DI SVILUPPO PER IL MERCATO DEL FOTOVOLTAICO CHE HANNO RAPPRESENTATO, NEGLI ULTIMI DIECI ANNI, IL 50% DEL VOLUME COMPLESSIVO DEL MERCATO GLOBALE.

Se ne discuterà a Milano il 6 e 7 ottobre prossimi durante la conferenza internazionale organizzata da Solarplaza. Ce ne parla Michele Appendino, presidente e amministratore delegato di Solar Ventures, azienda italiana, produttore di energia da fonte fotovoltaica, che ad agosto 2011 ha connesso 20 MWp su un totale di sei impianti

1. Qual è la situazione degli investimenti verso il fotovoltaico oggi, alla luce del IV conto energia.
Si registra un forte appetito ancora esistente a livello globale, soprattutto per il continuo calo dei costi di sistema che rafforza sempre più la convinzione che la Solar Revolution sia ancora appena agli inizi. Riguardo all’Italia, il IV Conto Energia limita di molto le possibilità di sviluppo di grandi impianti e dunque il conseguente arrivo di capitali dall’estero o di investimenti relativi. Il fotovoltaico si manterrà invece su volumi importanti nel settore retail dei piccoli impianti su tetto che sarà poco impattato dalle severe restrizioni e procedure imposte dall’ultimo decreto.
Come hanno reagito e come stanno reagendo gli investitori?
Gli investitori più forti e strutturati stanno valutando la possibilità di bypassare il periodo transitorio sui grandi impianti per poter comunque costruire senza attese o limitazioni. Chiaramente la prospettiva è di ritorni molto inferiori in quanto collegati alle tariffe omnicomprensive previste per il 2013. Molti altri stanno invece abbandonando totalmente il paese per dedicarsi a mercati emergenti molto competitivi e complessi ma sicuramente più attrattivi riguardo ai volumi/ritorni ottenibili (Sud America, Sud Africa, Sunbelt, Australia)

SOLARPLAZA

 

Dimensioni dei mercati nel 2014

Mw/Anno

1 Germania

6500 MW

2 Italia

5500 MW

3

USA

4500 MW

4

Giappone

3300 MW

5

India

3000 MW

6

Cina

2000 MW

7

Australia

1400 MW

8

Francia

1100 MW

9

Spagna

800 MW

10

Grecia

750 MW

 

 

2. Il mercato del solare a livello mondiale sarà ancora interessante per gli investitori nei prossimi anni. E se sì, di quali grandezze parliamo in termini di ritorni sull’investimento?

Ritorni più’ bassi ma comunque accettabili, dovuti alla crescente affidabilità della tecnologia di sistema (non solo riguardo al pannello ma soprattutto relativamente al BOS, vale a dire quei dispositivi necessari a trasformare l’energia e adattare la corrente continua alle esigenze dell’utente finale, come ad esempio gli inverter) e al calo prezzi di fornitura nonché all’affidabilità e bancabilità dei vari fornitori chiavi in mano che hanno maturato notevole expertise e competenza realizzando negli ultimi tempi volumi importanti di impianti in condizioni di estremo stress

 

3. Come viene percepito invece il mercato italiano dagli investitori stranieri e quali sono le prospettive per chi in futuro vorrà venire ad investire in Italia

I segmenti ancora attrattivi sono frammentati e di difficile ingresso: parliamo di tetti, che il più delle volte presentano difficoltà tecniche e/o strutturali insormontabili, nonché di difficile bancabilità perché ipotecati , superfici pubbliche, che anche se esenti dalle problematiche di registro, risultano di difficile acquisizione in quanto soggette a bando pubblico, quasi sempre completamente scorrelato nei contenuti e requisiti con le logiche del business e dunque non perseguibile, superfici industriali di difficile reperimento a prezzi sostenibili o nuove tecnologie a concentrazione su cui però rimangono forti perplessità in termini di affidabilità e bancabilità. In ottica di lungo termine, e dunque successivamente al transitorio, sarà sempre possibile sviluppare impianti da 1MWp anche su suolo agricolo, però solo nel rispetto delle condizioni di asservimento dettate dal Decreto Romani che ne limiterà notevolmente la diffusione. In generale comunque, tutte le nuove possibilità dovranno sempre e comunque fare i conti con una rete elettrica sempre satura, che sarà un ulteriore motivo di freno allo sviluppo del settore finchè non risolta.

 

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Redazione Effe

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