Altro — 02 agosto 2011


L’ operazione Yamamay-Carpisa

Yamamay non è solo un marchio di intimo, costumi e cosmetica. E’ un nome molto particolare che racchiude in sé diverse storie. A cominciare dalle sue origini che arrivano da molto, molto lontano.
Per l’esattezza dal Sol Levante. La storia del brand italiano inizia quando tra le mani di Luciano Cimmino finisce un vecchio volume del padre dal titolo Filatura e torcitura della seta e dei suoi cascami.
Ed è proprio in questo libro, edito dalla Hoepli e datato 1923, che l’imprenditore partenopeo scopre l’esistenza e il significato del Bombix Yamamay, il bozzolo da seta giapponese che si trova sulle colline dell’entroterra nipponico.
Yamamay, una parola palindroma (si può leggere anche a rovescio e rimane identica), che fa subito presa su Cimmino e che gli torna per prima in mente quando fonda la sua nuova società.

E I CIMMINO VOLTANO PAGINA

Dieci anni fa Luciano Cimmino, seguito passo passo dalla sua famiglia, volta pagina. Chiusa la parentesi Original Marines, fondata nel 1983 con altri industriali campani, si rimette in gioco credendo ancora una volta nel mondo dell’ abbigliamento. E lo fa con Yamamay, nata da un’idea imprenditoriale del figlio Gianluca, che dal padre ha ereditato la vena commerciale eil fiuto per l’affare giusto. L’apertura del primo negozio, il 15 settembre del 2001 a Busto Arstizio, segna ufficialmente l’ inizio della nuova era per la famiglia Cimmino.

Ripercorrendo i suoi primi dieci anni di vita, il 2011 può essere consacrato come l’anno delle rivoluzioni per
il brand della farfalla: da una parte il cambiamento storico dell’assetto proprietario della società e dall’altro la preparazionee allo sbarco in Borsa.
Iniziamo dal presente. Fuori la famiglia lombarda dei Garda, nella società sin dalla fondazione nel 2001, e dentro una famiglia campana, quella dei Carlino di Carpisa (marchio noto nel settore della pelletteria).

Il vento è cambiato a febbraio, quando è stata ufficializzata la complessa operazione finanziaria che ha visto l’ accoppiata napoletana rilevare il 50% di Inticom posseduto dalla famiglia lombarda tramite Pianoforte Holding. La composizione attuale vede ora Pianoforte Holding, proprietaria al 100% di Yamamay e di Carpisa partecipa per il 2,50% da Sergio Ubaldo, socio e amico di vecchia data dei Cimmino, e il restante 97,50% nelle mani in modo paritetico delle due famiglie.
Presidente di Pianoforte Holding è Luciano Cimmino, colui che da tempo, anticipando tutti, aveva proposto
l’unione dei due marchi in un unico gruppo. Amministratori delegati di Inticom (Yamamay) e Kuvera (Carpisa) sono rispettivamente Gianluigi Cimmino e Maurizio Carlino.

Vengono mantenute le due sedi ufficiali, quella di Inticom a Gallarate (Varese) e quella di Kuvera a Nola (Napoli). Insomma, vengono unite le teste, e quelle che sono le idee e i programmi, ma non le strutture delle società operative.

“La famiglia Garda poco coinvolta operativamente, aveva manifestato l’intenzione di non proseguire nel percorso di crescita oggi concretizzatosi nel gruppo Pianoforte; per cui, con le risorse finanziarie rese disponibili dal Banco di Napoli e con il supporto della famiglia Carlino,abbiamo sciolto il sodalizio con loro”, racconta a F Francesco Pinto, presidente di Inticom e marito di Barbara Cimmino.

La forza di questa nuova unione tutta partenopea trova un positivo riscontro nei numeri. Il nuovo gruppo conta circa 1.200 dipendenti a livello internazionale, oltre mille solo in Italia. La rete monomarca Carpisa e Yamamay comprende più di 1.100 negozi lungo lo Stivale e in altri venti mercati esteri.
Nel solo 2010 il gruppo Pianoforte ha prodotto ricavi aggregati per oltre 260 milioni di euro, in crescita
del 10% sull’esercizio precedente, e generato 231 nuovi posti di lavoro.
Nell’ esercizio in corso si stimano ricavi consolidati oltre i 270 milioni di euro, con un Ebitda (margine operativo lordo) superiore al 20%.
Positivo anche il bilancio 2010 di Inticom, che si è chiuso con volume d’affari consolidato pari a 136,5 milioni di euro, con un utile netto di 9,7 milioni.

Le previsioni per il 2011 parlano ancora di crescita, con un giro d’affari atteso in aumento a 150 milioni di euro. I nuovi piani del gruppo Pianoforte passano per la progettazione e lo sviluppo di unanuova catena di negozi da lanciare nel 2012. “Non posso anticipare i contenuti visto che al momento sono oggetto di studio”, precisa Pinto; che rimarca, tuttavia, come “oggi, grazie alla nascita del gruppo, si può competere nei mercati internazionali con due brand di elevato potenziale, beneficiando di importanti sinergie”. Quello che è certo è che per quanto riguarda la gamma di prodotti il settore make-up rimane uno dei primi pensieri del gruppo.

Sono poi attesi e ottimi risultati dalle licenze concesse, De Rigo per l’eyewear e Miriade per borse e calzature. La fame e la voglia di aquisizioni sembra al momento appagata.
Il colpaccio risale al dicembre 2008, quando fu preso il controllo di Jaked, il progetto tecnico nato dalla mente di Francesco Fabbrica a Vigevano con l’ambizione di dare del filo da torcere all’australiana Speedo nel settore dei costumi da competizione. Il marchio, fornitore tecnico esclusivo e sponsor della Federazione Italiana Nuoto fino al 2012, anno delle prossime Olimpiadi di Londra, rimane uno dei gioielli del gruppo. “Ad eccezione di piccoli gruppi di negozi, non abbiamo intenzione di fare nuove acquisizioni. Preferiamo crescere per linee interne”, conferma Pinto.

LA QUOTAZIONE IN BORSA PER RAFFORZARSI ALL’ ESTERO

Battendo sul tempo i rovali veneti del gruppo Calzedonia, Yamamay studia la quotazione in Borsa.
Francesco Pinto, il presidente di Inticom, ha confermato a F che la volontà degli azionisti del gruppo Pianoforte è di avviare a breve un programma per la quotazione che dovrebbe avvenire entro 36 mesi. Che il gruppo faccia sul serio e che l’avventura sui mercati finanziari sia concreta è avvalorato anche dalla scelta di un advisor finanziario di alto profilo che affiancherà il gruppo “in questo percorso non privo di insidie”.
Prematuro in questa fase del processo, come suggerisce Pinto, dare delle indicazioni dettagliate su quale sia la Borsa o il segmento individuato per la quotazione. “Il beneficio della quotazione non è riducibile ad un singolo aspetto ma, nel caso di Pianoforte siamo certi che determinerà vantaggi di lungo
termine sulla coesione tra gli azionisti e sullo sviluppo internazionale delle attività del gruppo”.

ESTERO E FRANCHISING, 50 NUOVE APERTURE NEL 2011

Il rafforzamento oltre i confini nazionali è uno degli obiettivi primari e in questo contesto si inserisce la quotazione in Borsa. “Per Yamamay lo sviluppo nel prossimo triennio avrà come principale motore strategico il consolidamento del marchio nel mercato italiano e una forte accelerazione del processo di internazionalizzazione”, racconta Francesco Pinto snocciolando numeri interessanti: “Nel corso del 2011 sono previste almeno 50 nuove aperture, prevalentemente all’estero e in franchising.
La rete dei negozi diretti crescerà con maggiore impulso rispetto al passato con circa 20 nuove aperture in Italia e Spagna”.

F di Luglio

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Metti il bikini in valigia che si parte per la Borsa, 9.0 out of 10 based on 2 ratings

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Redazione Effe

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