Altro — 08 luglio 2011

Secondo Catherine Wood, responsabile degli Investimenti tematici di Alliance Bernstein, e’ difficile fornire una previsione di crescita specifica per il settore “Web 2.0”, in quanto si tratta di un fenomeno ampio che coinvolge ed impatta su numerose aree dell’economia globale; per esempio, hardware, software, social networking e varie forme di digital media.

Certamente – scrive – le aziende di maggior successo coinvolte in questo settore sono destinate a crescere con tassi di incremento a due cifre. Mi piacerebbe anche contestualizzare il “Web 2.0”, dato che si tratta della più recente manifestazione di diffusione pervasiva di dati facilitata da comunicazioni con e senza fili (cablate e wireless): questo tema d’investimento è probabilmente destinato a cambiare e svilupparsi in parallelo alla sua crescita negli anni a venire.

In un settore così dinamico come quello tecnologico – afferma Catherine Wood – continuiamo a vedere grandi opportunità nel settore dell’information technology delle aziende che progressivamente mettono in atto la cosiddetta “virtualizzazione” (il cloud computing) di una vasta gamma di attività tecnologiche e dallo sviluppo del meccanismo del social networking sempre più di massa e utile alle aziende. Ci sono anche opportunità di crescita nell’ambito della cosiddetta “personal technology”, come il consumo di media ed i cambiamenti relativi al magazzino/archivio dei dati.

Il nostro processo di selezione dei titoli – chiarisce ancora la Wood – si basa sugli input dei nostri analisti. Esaminiamo fattori fondamentali come la struttura dell’industria, le opportunità di crescita e l’impatto del cambiamento tecnologico, così come le caratteristiche proprie della società come la profittabilità, la crescita degli utili, la qualità del management e la valutazione del capitale sociale.
Questo processo ci permette di selezionare quelle che riteniamo possano rappresentare le opportunità più interessanti.

Tra le aziende del settore Web 2.0 nel portafoglio di Alliance Bernstein ci sono i colossi Apple e Amazon.com, Rackspace, specializzata nella fornitura di server su cui girano i siti Internet, Red Hat, azienda leader mondiale nella fornitura di open source come Linux, e Netflix, società Usa che offre noleggio di film e videogames online (azienda che ha preso il posto di BlockBuster, una delle prime vittime dell’avanzata di Internet).

Altri titoli in cui investe Aliance Bernstein sono Tencent, il portale più grande e più utilizzato in Cina – la società è quotata sulla borsa di Honk Kong – che vanta una storia di successi decennale, e WebMd.
In un momento in cui il Web 2.0 e il cloud computing stanno registrando un enorme successo – osserva Catherine Wood – c’è sempre il rischio che gli investitori diventino eccessivamente entusiasti e che le valutazioni non riflettano la situazione reale. Si potrebbe affermare che alcuni deal di venture capital statunitensi siano stati chiusi con valutazioni superiori e che alcune società quotate siano al di là di una valutazione credibile.

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Le potenzialità del Web 2.0 per il mercato azionario, 10.0 out of 10 based on 1 rating

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Redazione Effe

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